La neve
Fisicamente, la base di partenza per la formazione della neve
è la stessa della pioggia.
Il vapore acqueo presente nell'aria tende a salire verso l'alto,
perché più leggero dell'aria stessa, fin quando
non raggiunge il punto di condensa (vedi: le nuvole). Quando questo
avviene, vuol dire che la massa d'aria ha raggiunto il 100% di
umidità relativa e quindi non è più in grado
di contenere altre molecole d'acqua allo stato gassoso. Oltre
questa soglia, il vapore torna o allo stato liquido formando nuvole
che daranno pioggia, se tale passaggio avviene con temperature
positive, oppure formando cristalli di ghiaccio se avviene a temperature
sotto lo zero.
Ricordiamo che sia le gocce che i cristalli di ghiaccio, si formano
solo in presenza di nuclei di condensazione come il pulviscolo
atmosferico.
Nel caso di temperature negative all'interno delle nubi, nel continuo
movimento nell'aria, i cristalli di ghiaccio si aggregano in strutture
perfette molto belle da osservare al microscopio, che andranno
poi nell'insieme a costituire il fiocco di neve. I cristalli,
benché di mille forme, mantengono comunque una peculiare
caratteristica: hanno tutte sei punte. Le dimensioni medie vanno
dai 2 ai 4 mm con un peso di circa 0,2 grammi.
Quando il peso dei fiocchi di neve è tanto da non poter
essere più sostenuti in aria dai venti ascendenti, cominciano
a cadere verso terra ma se la temperatura dell'aria sottostante
le nubi è sopra lo zero, si scioglieranno trasformandosi
in precipitazioni piovose, se invece la temperatura è
inferiore o uguale a zero arriveranno a terra così come
sono.
Sembrerebbe strano a dirsi, ma le precipitazioni nevose divengono
più abbondanti quando la temperatura dell'aria è
più alta ( ma sempre sotto lo zero ), perché con
temperature elevate la quantità d'acqua che una certa
quantità d'aria può immagazzinare è maggiore.
Se osservate i dati relativi alla quantità di neve caduta
nelle zone interessate, noterete che le precipitazioni più
abbondanti o più violente sono quelle che si verificano
alla fine della stagione fredda e all'inizio della primavera,
quando appunto le temperature sono più alte. Per lo stesso
motivo, a scala globale, vedrete che le precipitazioni nevose
sono più abbondanti alle medie latitudini piuttosto che
ai poli.
A temperature molto al di sotto dello zero ( es. -10°C ),
i cristalli e quindi i fiocchi di neve divengono più
piccoli, polverosi e meno compatti ma più apprezzati
dagli sciatori.
Fin ora abbiamo descritto le caratteristiche fisiche della
neve, ora però bisogna parlare degli effetti positivi
o negativi che essa determina.
Tra gli aspetti positivi che la neve offre, come dicevamo all'inizio,
per l'uomo c'è senza dubbio la possibilità di
osservare un bel paesaggio o la possibilità di svolgere
attività sportive come lo sci, il bob, slittino o altri
divertimenti ma ce ne sono altri veramente importanti che in
un certo senso ci consentono di vivere.
La neve che si accumula sulle montagne ad esempio rappresenta
una delle maggiori riserve d'acqua potabile sia per l'uomo che
per gli animali.
Molto importante è anche la funzione che svolge nel proteggere
dal gelo le specie vegetali in genere ( indispensabili per alimentare
gli animali selvatici ) e in particolare delle colture come
il grano, tuberi e radici fondamentali per l'uomo.
La neve infatti, essendo ricca d'aria al suo interno, è
considerata un materiale isolante perché pessimo conduttore
di calore; in un esperimento si è visto che in un ambiente
con aria a 8° sotto lo zero, la temperatura rilevata sotto
uno strato di soli 40 cm di neve, è di circa zero gradi
( cioè 8 gradi più alta ! ).
Tra gli aspetti negativi che una precipitazione nevosa può
dare, possiamo ricordare i disagi e i pericoli che essa provoca
alla circolazione sia delle persone che dei mezzi di trasporto
sulle strade. Inoltre pensiamo al pericolo sulle montagne per
il verificarsi di valanghe, slavine, bufere di neve.
L'uomo dal canto suo fa quel che può, pensate ad esempio
alle abitazioni. Tutte le case costruite in montagna hanno i
tetti spioventi, proprio per fare in modo che la neve non si
accumuli su di essi rischiando di sfondarli.
Si calcola che la neve abbia un peso che va dagli 80 ai 150
Kg al metro cubo se è fresca, ma può arrivare
a 700 Kg al metro cubo se acquosa. Quando si costruiscono i
tetti, si calcola che essi debbano sopportare almeno 100 Kg
al metro quadro.
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I
venti
I venti vengono generati dalla differenza sul piano orizzontale
della pressione atmosferica. Questo dislivello barico, creato
dalla vicinanza di due zone a pressione differente è
facilmente visibile sulle carte meteorologiche.
I centri di alta pressione vengono contraddistinti dalla lettera
"H" ( da High=Alta ) di colore blu mentre i centri
di bassa pressione con la lettera "L" ( da Low=Bassa)
di colore rosso. La cartina inoltre è percorsa da molte
linee chiamate ISOBARE ( cioè a Uguale Pressione ) che
sono contraddistinte da un numero che ne rappresenta il valore
rilevato e appunto ciò sta a significare che lungo tutta
quella linea la pressione ha quel determinato valore.
Teoricamente, il vento dovrebbe spostarsi in direzione perpendicolare
dall'alta alla bassa pressione ma in realtà ciò
non avviene per l'effetto della deviazione provocata dalla rotazione
della Terra.
In effetti esso comincia perpendicolarmente alla isobare ma
presto tende a girare verso destra in modo tanto più
deciso tanto maggiore è il dislivello barico in poco
spazio, fino a divenire parallelo.
Per questo motivo si può dedurre che il vento intorno
ad un centro di bassa pressione gira in senso antiorario mentre
intorno ad un centro di alta pressione gira in senso orario.
Ricordiamoci che questa regola
vale naturalmente per il nostro emisfero, infatti, nell'emisfero
sud è esattamente l'opposto.
La velocità del vento
è invece stabilita dall'entità del dislivello
barico in rapporto alla distanza delle isobare stesse.
Osservando una carta meteorologica, tanto più le isobare
sono vicine, tanto più forte sarà il vento.
Noterete che nelle zone di alta pressione le isobare sono lontane,
quindi i venti saranno deboli mentre nelle zone di bassa pressione,
essendo molto più vicine, saranno più veloci.
Al livello del terreno la velocità così come la
direzione può essere influenzata dalla conformazione
del territorio, quindi, se la superficie è libera la
velocità diminuisce solo in rapporto all'attrito con
la superficie ma in presenza di rilievi potrebbe anche incunearsi
e acquistare velocità o semplicemente cambiare direzione.
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La temperatura
Si parla spesso dei picchi massimi e minimi raggiunti
dalle temperature in inverno ed estate, dell'indice di calore
o Heat Index che è la temperatura percepita dal corpo in
condizioni di temperatura e tassi d'umidità relativa elevati.
In inverno si parla dell'indice di raffreddamento o Wind Chill
che è la temperatura che il corpo percepisce in condizioni
di temperature medio-basse e vento.....ma stranamente non si parla
mai semplicemente delle TEMPERATURE MINIME E MASSIME... A volte
ci si dimentica delle cose più banali, che poi tanto banali
non sono, scommetto che in pochi sapete il quando e il perchè
si registra la temperatura minima e massima durante la giornata....ho
ragione?
Vediamo allora di parlarne.....
Come sapete, la temperatura nella troposfera (strato atmosferico
che va da terra fino a 8-12 Km di altezza) diminuisce con la quota
assumendo il valore più basso in alta quota e più
alto a terra. Questo sta a significare che il Sole non scalda
l'aria direttamente, altrimenti avremmo temperature più
alte in quota, ma la scalda diciamo così...di riflesso,
dal basso. I raggi solari attraversano infatti "liberamente"
l'aria e arrivano fino a terra riscaldando il suolo (irragiamento).
A questo punto è il suolo che riscalda l'aria sovrastante
(convezione) diffondendosi verso l'alto.
Durante la giornata abbiamo quindi visto che avvengono due processi
fondamentali, l'assorbimento e il rilascio di calore da parte
del terreno ed è proprio dal rapporto fra questi due elementi
che si determina quando si avrà la temperatura minima e
quando quella massima.
Guardate questo schema:
Il grafico è contraddistinto da due linee, la prima in
ROSSO rappresenta l'andamento dell'entità della RADIAZIONE
SOLARE in arrivo dal Sole nel corso della giornata e la seconda
in AZZURRO rappresenta l'andamento della quantità di calore
rilasciato dal terreno (sotto forma di raggi IR - INFRAROSSI).
Come vedete la radiazione solare presenta ovviamente un minimo
durante la notte e un massimo alle ore 12.00 mentre il calore
rilasciato dal terreno ha lo stesso andamento ma con una curva
spostata in avanti perchè il processo di rilascio necessita
"di un po di tempo" affinchè avvenga.
La temperatura MINIMA e MASSIMA si registra nei punti in cui le
due linee si intersecano:
- la TEMPERATURA MINIMA si ha quando la radiazione solare supera
quella riflessa IR (INFRAROSSA)
- la TEMPERATURA MASSIMA si ha quando la radiazione riflessa IR
supera la radiazione solare. Questo
è il motivo per cui il valore MASSIMO DI TEMPERATURA
non si registra alle 12.00, quando la radiazione solare è
massima, ma nel pomeriggio intorno alle 16.00. In egual modo
avete capito perchè il valore MINIMO DI TEMPERATURA non
si registra alle 24.00 ma intorno alle 6.00 del mattino.
Tutto questo naturalmente avviene quando non
ci sono interferenze esterne come ad esempio l'arrivo di fronti
atmosferici, direzione di provenienza particolare del vento,
ecc.. che possono modificare notevolmente le condizioni atmosferiche
comprese quelle termiche. |
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