| Come
funzionano i Radar
Un radar meteorologico non è
altro che uno strumento che in base all'intensità delle
onde riflesse dalle singole goccioline che compongono una precipitazione,
riesce a stabilire intensità, localizzazione e natura
delle precipitazioni stesse. Quest'ultima prerogativa è
importantissima per stabilire se in seno ad una nube possa esservi
o meno grandine potenzialmente dannosa; grandine che risulta
facile individuare in quanto la sua composizione ha un potere
riflettente molto elevato, che produce echi radar molto più
forti rispetto alle singole gocce di pioggia. Gli stessi echi
radar che vengono utilizzati per stabilite l'intensità
e la composizione della precipitazione servono per stabilire
lo spostamento delle nubi nell'area osservata. Tutto ciò
è possibile in quanto le onde elettromagnetiche come
del resto ogni tipo di onda, sono soggette all'effetto Doppler
secondo cui la frequenza emessa (in questo caso riflessa) da
un corpo in movimento aumenterà o diminuirà a
seconda se il corpo si avvicina o si allontana dall'osservatore.
Per questo motivo i radar meteorologici,
chiamati anche radar Dopper, sono preziosi non solo per l'osservazione
ma anche per la previsione a breve termine dei fenomeni precipitativi
su scala locale.
Esistono poi vari metodi di operatività
dei radar che variano a seconda della grossezza delle idrometeore
che vogliamo individuare; lo standard mondiale riconosce 5 tipi
diversi di onde: abbiamo le onde K con lunghezza d'onda di 1
cm, le onde X con 3 cm, le onde C più comunemente utilizzate
dagli osservatori europei con 5 cm, le onde S con 10 cm e le
onde L con 20 cm.
L'Europa rispetto agli Stati Uniti si
trova ad essere leggermente in ritardo nello sfruttare questa
importantissima risorsa tecnologica. Nel nostro continente infatti
molti osservatori radar operano separatamente l'uno dall'altro
ed in alcune regioni come il meridione italiano, mancano addirittura
gli osservatori che sarebbero necessari per mettere in piedi
una rete radar organizzata. Ultimamente (metà 2001) tuttavia
sono stati fatti passi in avanti nello sfruttamento di questa
risorsa,soprattutto nel nord Italia dove l'attuale disponibilità
di punti di osservazione farebbe già diventare realtà
la messa a punto di una rete di radar. |